Giulia Mattioli è stata selezionata per partecipare alla nuova edizione della Young Riders Academy targata International Jumping Riders Club, con il supporto di Rolex. Il percorso di formazione è pensato per amazzoni e cavalieri tra i 18 e i 23 anni, talentuosi e promettenti nella disciplina del salto ostacoli.
Le selezioni si sono svolte a metà marzo al Peelbergen Equestrian Centre, di Kronenberg nei Paesi Bassi sotto gli occhi di Jens Fredricson, Thierry Pomel e Jeroen Dubbeldam. La commissione, insieme a Sven Holmberg e Valentina Ottaviani, ha valutato il grado di preparazione e la motivazione di tutti i candidati. Così Giulia Mattioli, 22 anni, marchigiana, cresciuta sotto la guida tecnica di Andrea Messersì è stata selezionata per partecipare all’edizione 2025.
Oltre a lei hanno avuto accesso la tedesca Johanna Beckmann, i belgi Leon Brutsaert, Evelyne Putters e Bart Jay Junior Vandecasteele, gli irlandesi Francis Derwin e Max Foley, la finlandese Anni Hjerpe, la danese Laura Baaring Kjaergaard, la britannica Claudia Moore e il francese Jules Orsolini.
La Young Riders Academy offre la possibilità di formarsi una scuderia internazionale, sotto la guida di professionisti di alto livello come Scott Brash, Rob Ehrens, Jens Fredricson, Marco Kutscher, Jos Lansink, Henk Nooren, i fratelli Schröder, Franke Sloothaak e Laura Kraut con Nick Skelton.
Il programma va oltre la preparazione tecnica, offrendo una formazione su argomenti chiave come le cure veterinarie, il rispetto delle norme anti-doping, l’economia, la gestione di scuderia, la comunicazione e gli aspetti legali per formare dei professionisti del settore equestre a 360°. Le lezioni frontali si svolgeranno alla Franklin University Switzerland di Lugano, all’Università di Uppsala in Svezia, nella sede FEI di Losanna e nella sede centrale di Rolex a Ginevra.
La YRA 2025 partirà nelle prossime settimane di aprile con uno stage tenuto da Franke Sloothaak al Peelbergen Equestrian Centre, mentre gli incontri di formazione inizieranno in giugno.
L’azzurra Giulia Mattioli non potrebbe essere più felice essere parte di questo programma. «Sono emozionatissima, sono contentissima perché veramente lo desideravo infinitamente. Non me lo aspettavo, onestamente, perché il livello è veramente alto».
Che cosa si aspetta da questo percorso così importante?
«Sicuramente un miglioramento a livello tecnico, ma soprattutto un inserimento nel mondo professionale dell’equitazione estero. Perché in Italia, per quanto ci si impegni, non possiamo metterci pienamente a confronto con quello che può essere il Belgio, l’Olanda o la Germania».
In campo ci saranno dei nomi davvero importanti dell’equitazione a livello mondiale. Con chi di loro non vede l’ora di lavorare?
«Ho talmente tanta voglia di imparare che non posso fare un nome solo. Ci sono dei tecnici e dei cavalieri importantissimi, ciascuno di loro può insegnarmi tantissimo. Quindi non posso fare un nome singolo e dire Jos Lansink, Scott Brash o Jeroen Dubbeldam, perché tutti possono darmi tantissimo».
Come sono andate le selezioni?
«Si sono svolte su due giornate e ci hanno richiesto di portare un cavallo adulto e un cavallo giovane. Io ho portato Daiquiri de Nyze Z, la mia grigia storica, e Onlyou di Villagana, uno stallone di sei anni. Il primo giorno con il cavallo adulto abbiamo fatto un percorso di altezza 1,40 m. Con il cavallo giovane invece, sotto gli occhi dei tecnici, abbiamo fatto vedere il nostro lavoro in piano per 15 minuti, con qualche saltino e barriera a terra. Il secondo giorno invece, un percorso da 1,45 m per gli adulti, simulando una gara a tempo. E con il giovane un percorso adeguato in base all’età del cavallo».
E poi il colloquio…
«Sì, per loro è una cosa importantissima. Lì ci sono ragazzi che saltano già i 5 stelle, le coppe del mondo, e io per quanto dia il meglio di me non posso paragonarmi con loro a livello di esperienza. Quindi al di là dell’aspetto tecnico, ho cercato di far uscire altre tematiche importanti. Per esempio il fatto che al momento mi trovo con una femmina di 9 anni e uno stallone di 8, che sono molto promettenti ma sono cavalli un po’ particolari. Quindi quando mi hanno chiesto quale sarà il mio percorso nel breve termine ho risposto che voglio vedere passo per passo come reagiranno i miei cavalli. Non voglio mai spingerli oltre il limite, che magari può essere anche solo momentaneo. E loro questo l’hanno apprezzato molto».